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Cercando Alaska (0)

John Green

Genere: Mistery, Young Adults, Adolescenti

Editore: Mondolibri

Anno: 2015

Lingua: Italiano

Rilegatura: Rigida

Pagine: 319 Pagine

Isbn 13: 8022264831475

Trama

Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. È qui che conosce Alaska Young: brillante, spiritosa, svitata, imprevedibile e molto sexy trascinerà Miles nel labirinto della sua complicata esistenza, diventando per lui un enigma, un pensiero fisso, una magnifica ossessione. “Cercando Alaska” narra l'impatto che una vita può avere su un'altra. Un classico moderno che ha segnato l'esordio di John Green, qui nell'edizione speciale X anniversario con contenuti extra dell'autore.

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Le recensioni degli AccioBookers

Valeria

Ë passato un bel po’ di tempo da quando ho letto questo libro, eppure ancora non sono riuscita a farmene un’opinione completa. Ero partita abbastanza prevenuta con questo romanzo, avendo letto prima Colpa delle stelle (che è dello stesso autore) temevo di rimanere delusa anche da Cercando Alaska. Sono stata contenta di aver dovuto cambiare opinione. Basilarmente la trama non è particolarmente originale, eppure John Green non l’ha resa banale e gli avvenimenti non sono assolutamente scontati: il romanzo è imprevedibile e anche quando sembra che i protagonisti stiano per affrontare un periodo di “quiete”, c’è sempre qualche allegra vicenda che non annoia mai il lettore e che permette a quest’ultimo di godere fino alla fine del romanzo. Fra le angherie dei “nemici” scolastici, Miles (il personaggio principale), Alaska, Colonnello, Takumi e Lara vivono un emozionante anno scolastico ricco di scherzi e avventure notturne. Miles si ritrova circondato da persone che portano sulle spalle il peso di una vita particolarmente difficile, quasi un dramma, di cui alcuni sono riusciti a liberarsi, mentre in altri è ancora vivo il ricordo. C’è il Colonnello, talmente povero da vivere in una roulotte, c’è Lara, arrivata in America da pochi anni e Alaska, che più di tutti è tormentata dal suo passato. Questi racconti ci vengono quasi presentati come delle fiabe cupe e macabre, che hanno contribuito alla formazione psicologica dei personaggi e che li hanno resi persone non superficiali e dalla mentalità vispa e aperta. Arriva “finalmente” anche il momento di Miles e Takumi di crescere. DA QUI LA RECENSIONE SARA’ CARATTERIZZATA DA SPOILER, NON PROSEGUIRE SE NON AVETE LETTO IL ROMANZO. Improvvisamente Alaska muore e si cerca di ricostruire quel pezzo della sua vita che l’ha portata a commettere un presunto suicidio. Ho apprezzato di questa parte del romanzo il tema trattato da John Green, sviluppato in due maniere differenti. Alaska è perseguitata dai sensi di colpa per non essere riuscita a salvare sua madre quando era piccola. La ragazza non è riuscita a trovare una via d’uscita, è rimasta intrappolata nel suo labirinto e ha preferito la morte al ricercare ancora una via d’espiazione. E come Alaska, Chip, Miles e in seguito anche Takumi, sono tormentati dagli stessi sensi di colpa per non aver impedito la morte della loro amica, anzi, l’hanno invogliata a uscire ubriaca in auto. Al contrario di Alaska, però, i tre riescono ad uscire dal labirinto, superano questi sensi di colpa e assorbono la lezione che la vita ha voluto impartirli, e che ha cercato di far imparare anche ad Alaska. Come dice anche Margaret Mazzantini nel suo romanzo, “nessuno si salva da solo”, e questi tre amici riescono a superare questo dramma perlopiù adolescenziale assieme, facendosi forza l’uno con l’altro. FINE SPOILER La struttura del romanzo ci prepara già all’evento che metterà completamente in subbuglio la vita dei protagonisti, i paragrafi, infatti, sono divisi attraverso il sistema del “cinquanta giorni prima”, “ottanta giorni prima” e così via. Nonostante tutti questi elementi positivi che mi hanno fatto commuovere e portato più volte a riflessione, al romanzo è mancato qualcosa. C’è stato un particolare che non mi ha permesso di godermelo pienamente e che mi ha impedito di dare cinque stelline di valutazione. Forse il mio essere prevenuta, forse proprio il personaggio di Alaska, che in certi momenti ho trovato un po’ pesante e anche un po’ troppo... esplicita, per così dire, e di cui non ho sempre apprezzato i comportamenti (come quando dice: “ti farei un pompino se non fossi fidanzata”... io sono per la fedeltà nel pensiero e nelle azioni...). In ogni caso un romanzo che consiglio.

Utente eliminato

Questo libro è stato sulla mia libreria per tanto tempo e sono stata contenta di poterlo rispolverare e finalmente leggerlo. E' una classica storia americana di adolescenti che partono per il college e hanno a che fare con le loro prime avventure fuori casa senza il controllo dei genitori. Miles è un semplice ragazzo asociale che decide di abbandonare la scuola della sua città nella quale non è riuscito a stringere nemmeno una piccola amicizia, in cerca del Grande Forse. Queste parole le ha prese da François Rabelais leggendo la sua biografia e si dice che siano le sue ultime parole famose. Eh si, una particolarità di Miles è che ama scoprire le ultime parole famose dei personaggi importanti della storia, ma non solo. Della libreria di suo padre non ha mai apprezzato i romanzi, ma le biografie, quei libri che raccontano la vita degli scrittori, dei politici, le loro avventure. E così, riprede questa frase e la fa sua: "Vado in cerca del grande forse" risponde ai suoi genitori quando gli chiedono perché vuole frequentare il college in Alabama, lontano da loro. Una buona lettura.

Sabrina Sica

In questo, l'autore non è molto lontano da "Colpa delle stelle": si ritrovano giovani protagonisti pronti a godersi la loro vita qualsiasi cosa accada. Il libro, diviso in due parti, analizza le reazioni dei personaggi successivamente eventi che cambiano le loro vite.

giullieth

Recensito il 07/12/2021

l’ho letto alle medie, è stata una lettura molto piacevole e leggera che ha saputo sorprendermi! ☀️

Chiarap

Recensito il 20/02/2023

Non è mio genere