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Tartarughe all'infinito (32)

John Green

Genere: Amore, Adolescenti

Editore: Rizzoli

Anno: 2017

Lingua: Italiano

Rilegatura: Rilegato

Pagine: 337 Pagine

Isbn 10: 8817097861

Isbn 13: 9788817097864

Trama

Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.
Nel suo tanto atteso ritorno, John Green, l’amatissimo, pluripremiato autore di Cercando Alaska e Colpa delle stelle, ci racconta la storia di Aza con una lucidità dirompente e coraggiosa, in un romanzo che parla di amore, di resilienza e della forza inarrestabile dell’amicizia.

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Le recensioni degli AccioBookers

Rosita A.

Non leggevo John Green da... bhè, da quando è uscito l'ultimo suo libro. Era ormai passato un bel po' e sinceramente, temevo di essermi allontana dal suo genere e di non riuscire più ad apprezzarlo. Ma questo suo nuovo lavoro mi ha colpito moltissimo per la profondità dei personaggi da lui creati; per i pensieri messi nelle loro teste; e per la capacità che ha avuto di descrivere così bene lo stato mentale di Aza. Ne sono rimasta non solo affascinata ma anche incredibilmente toccata. Ci sono stati tanti aspetti di Aza in cui mi sono rivista che, francamente, mi sono ritrovata spesso con le lacrime agli occhi: il modo in cui Aza parlava del suo amore per la sua auto; il modo in cui spesso finisce per seguire le conversazioni da lontano senza riuscire davvero ad inserirsi. Per non parlare di tutto il discorso dei pensieri intrusivi. è stato quasi illuminante e mi sono ritrovata a pensare: "Ah. Allora non capita solo a me". Ma non è stata solo Aza. Per molto cose mi sono ritrovata in Daisy. Come quando ha quella sorta di discussione con Aza sulla povertà/finta povertà che mi ha ricordato simili discorsi che io stessa mi sono ritrovata a fare molto più spesso di quanto non voglia ammettere. Ma anche il modo passionale con cui difende le proprie opinione... meraviglioso! Quindi si, questo è decisamente quello che ho realmente apprezzato del romanzo. Il motivo per cui non riesco ad assegnarli un punteggio più alto è la storia. Mi dispiace ma la storia in sè, e intendo proprio a livello di trama, non mi ha dato niente. Delle vicende sulla scomparsa del padre di Davis, ma anche della storia d'amore con lo stesso Davis, me ne importava poco e niente. Le vicende mi interessava solo a livello di conseguenze sui vari personaggi, niente di più, niente di meno. E ci tengo anche a fare un appunto su un aspetto dei libri di John Green a cui non avevo mai prestato particolare attenzione, ma che in questo ultimo libro mi ha particolarmente dato fastidio: le citazioni. Ora, qualcuno potrebbe dire che ci sto arrivando tardi ma a me è sembrato proprio che con questo libro si arrivasse all'esagerazione. Decine e decine di citazioni! In conclusione, consiglio il libro a tutti gli amanti di John Green e a quelli che cercano un libro che descriva bene una stato mentale difficile

IzzyBooks

Volevo leggere questo libro soprattutto perché mi ispirava molto la trama, purtroppo però non viene dato molto spazio al mistero e tutto si concentra sulla mente "pazza" della protagonista. All'inizio mi ha un po' delusa, ma poi leggere ed entrare nella testa di Aza, capire i suoi pensieri e a volte rispecchiarmici, è diventato molto interessante. Tutta l'introspezione psicologica secondo me è davvero ben fatta così come i vari legami che ci sono tra i personaggi, non sono perfetti, ma in qualche modo reali. Alla fine però è un libro che non ti riempe completamente. Quarta stellina tutta per il titolo (azzeccatissimo) e la copertina.