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Va', metti una sentinella (28)

Harper Lee

Genere: Letteratura, -, Drammatico

Editore: Feltrinelli

Anno: 2015

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 269 Pagine

Isbn 10: 8807031590

Isbn 13: 9788807031595

Trama

"Va', metti una sentinella" è ambientato a metà  degli anni Cinquanta e presenta molti personaggi de "Il buio della siepe" vent'anni dopo. Scout (Jean Louise Finch) torna a Maycomb da New York per andare a trovare Atticus. Cercando di comprendere l'atteggiamento del padre nei confronti della società  e i suoi stessi sentimenti verso il posto dove è nata e dove ha passato l'infanzia, Scout è costretta ad affrontare difficili questioni personali e politiche. Esaminando come i personaggi de "Il buio oltre il siepe" cambiano di fronte agli eventi turbolenti che caratterizzano l'America in trasformazione della metà  degli anni Cinquanta, "Va', metti una sentinella" getta una nuova affascinante luce sul classico di Harper Lee. Scritto a metà  degli anni Cinquante, "Va', metti una sentinella" è il romanzo che Harper Lee aveva proposto al suo editore prima de "Il buio oltre la siepe". Lo si dava per disperso, ma è stato ritrovato in una cassetta di sicurezza nel 2014. "Va', metti una sentinella" è un grande romanzo a sè stante, ma anche un testo dove i lettori potranno scoprire cosa è successo ai loro eroi vent'anni dopo, in un'America diversa, attraversata da brusche trasformazioni politiche.

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Le recensioni degli AccioBookers

ilapenny

A mio avviso una completa delusione se letto dopo "Il buio oltre la siepe". Si tratta del seguito di quest'ultimo pur essendo stato scritto per primo, tuttavia non penso valga la pena leggerlo. A quanto pare, non era nemmeno intenzione dell'autrice pubblicarlo, ciò è avvenuto solo in età avanzatissima sotto le pressioni fatte dai parenti. Non ho francamente capito quale sia il messaggio del romanzo: se nel "Buio oltre la siepe" c'è un invito alla fedeltà ai propri ideali, alla purezza, all'ingenuità, in "Va', metti una sentinella" troviamo solo disillusione, un Atticus ormai decrepito che spinge una Scout finalmente adulta al compromesso e all'inerzia. Non ne consiglio la lettura perché credo non faccia che smontare tutto il meraviglioso e stimolante mondo costruito nel "Buio oltre la siepe". L'unico suggerimento che posso dare, se proprio ne risulta indispensabile la lettura, è quello di leggerlo per primo, nell'ordine cronologico di stesura e non di edizione. Almeno risulterà una climax positiva, e non il totale sfascio di un canto agli ideali.

R__ooo

non c'è qualcosa che possa essere "il dopo" de "il buio oltre la siepe" che è un vero e proprio capolavoro.

Franci!

Bellissima ambientazione. Storia intima e di crescita.

Sissi Fortunati

Recensito il 11/09/2023

scorrevole, forse non il libro migliore dell'autore. Ma merita. 

Palica

Recensito il 30/05/2024

Fidatevi: se qualcuno ve lo presenta come il sequel dell'arci-famoso “ll buio oltre alla siepe” sappiate che vi sta depistando, probabilmente non in malafede. Và, metti una sentinella è un caso editoriale stranissimo e curioso che ha fatto molto discutere quando è stato pubblicato nel 2015, circa sessantacinque dopo l'esordio di Harper Lee!

Riprende sì fatti e personaggi (addirittura si trovano paragrafi interi che ho riconosciuto di aver letto paro paro in ll buio oltre alla siepe, sequenze per lo più descrittive riguardanti fatti, ricordi, costumi di Maycomb), traslandoli però una ventina di anni dopo. E le cose, in questa versione, sono andate diversamente da come ci si potrebbe aspettare.

Và, metti una sentinella è un canovaccio, una bozza di quello che forse Harper Lee voleva raccontare, un pezzo importante del processo creativo che poi l'ha portata poi a redigere la sua magnus opus.

Ciò che ha fatto tanto discutere di quest'opera ruota senza dubbio alla figura di Atticus Finch, intaccandone la sua integrità morale per cui si era contraddistinto ed era stato amato (consiglio, a riguardo, la disamina del Dr. Joseph Crespino nel TedxEmory, disponibile attualmente su Youtube).

Personalmente l'ho trovato estremamente affascinante, perchè, in questo libro postumo, assume delle connotazioni reali, più in linea a quella segregazionista che verosimilmente animavano le comunità bianca delle cittadine del Sud, senza però snaturare il personaggio.

Questo viene reso in maniera non scorrevolissima, a mio parere, sotto forma di dialoghi densi di citazioni, memorie e ragionamenti che possono rendere ostica e impegnativa la lettura. Lo stile è diametralmente diverso da ll buio oltre alla siepe, insomma; tuttavia si fa apprezzare anche qui.

Consiglio la lettura anche solo per recuperare quei frammenti di infanzia disseminati nel libro che vedono protagonista Scout, Jem e lo stesso Atticus che mi hanno fatto tanto divertire e sorridere.

Voto: tre stelline e mezzo