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Confiteor. Potere, banche e affari: la storia mai raccontata (0)

Cesare Geronzi

Genere: Interviste, Biografie

Editore: Feltrinelli

Anno: 2012

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 362 Pagine

Isbn 10: 8807172526

Isbn 13: 9788807172526

Trama

Il giornalista e il banchiere. Un duello fatto di domande e risposte, di ricostruzioni incrociate, retroscena confidenziali, analisi a volte contrapposte sui personaggi, i conflitti, le congiure, i denari di trent’anni della nostra storia. Dalla Banca d’Italia di Guido Carli al Banco di Napoli, dalla Cariroma a Capitalia, fino a Mediobanca e alle Generali, Cesare Geronzi è stato un protagonista assoluto della finanza italiana. Hanno fatto discutere le sue relazioni con Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema e Antonio Fazio, le grandi operazioni bancarie culminate con la fusione del polo romano in UniCredit suggerita da Mario Draghi. E ancor più ha suscitato reazioni la sua ascesa alla presidenza dei templi della finanza del Nord. Nel dialogo serrato con Massimo Mucchetti, l’autore di Licenziare i padroni? e Il baco del Corriere, prende corpo la singolare “confessione” di un banchiere non pentito. Sono innumerevoli gli episodi mai raccontati che restituiscono la trama dei grandi affari: un continuo gioco di specchi che rimanda le mutevoli immagini dei vincitori. Indicato da Ciampi in Cariroma, Geronzi prese poi il potere sponsorizzando la Lazio come chiedeva il romanista Andreotti. Si sentì domandare da Enrico Cuccia, che nei suoi ultimi giorni voleva consolidare il suo delfino Maranghi in Mediobanca: “Vuol sempre bene a Vincenzino?”. Ottenne da Giovanni Agnelli un soave: “Ma caro Geronzi, se lei non vuole, non si fa” con cui liquidare l’assalto alla Banca di Roma portato dal San Paolo di Torino, che aveva proprio gli Agnelli fra i suoi azionisti. Provò a far guidare a Mediobanca la quotazione in Borsa di Mediaset, ma non ci riuscì perché Cuccia era scettico sui bilanci della tv ed esigeva rimedi radicali contro il conflitto di interessi di Berlusconi. Ma è stato con Giovanni Bazoli che negli ultimi dieci anni ha intrattenuto l’intesa di fondo, dalla scalata alle Generali nel 2003 alla nomina dei direttori del “Corriere della Sera”. Con questo libro per la prima volta chi sta fuori dal Palazzo può gettare lo sguardo oltre le porte chiuse del potere.

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