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Carino! Il potere inquietante delle cose adorabili (2)

Simon May

Editore: LUISS University Press

Anno: 2021

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 160 Pagine

Isbn 13: 9788861056114

Trama

I gattini su Internet, i Pokémon con la loro buffa e improbabile aggressività, i meme su Kim Jong-un, la coppia glamour Ferragni-Fedez che mostra la sua vita da neogenitori: le nostre giornate sono piene di “cose carine”, all’apparenza innocenti nella loro effimera frivolezza. Ciò che è carino sembra avere la caratteristica di farci sentire protetti e al sicuro. Secondo il filosofo Simon May, tuttavia, le cose che troviamo adorabili nascondono anche un altro, inquietante potere. L’attrazione della modernità nei confronti dell’innocenza, la trasformazione del bambino in oggetto archetipico d’amore, l’interpretazione della vita moderna e più in generale dell’esistenza come fondamentalmente effimera, vana, innocente, senza scopi finali o prime cause, hanno il potere di distorcere e snaturare il tentativo di vedere nella vita un “ordinamento morale del mondo” o di giudicarla, tutto sommato, positiva o negativa. "Carino! Il potere inquietante delle cose adorabili" è una teoria filosofica del tempo presente e una storia culturale e letteraria della realtà che viviamo ogni giorno.

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Le recensioni degli AccioBookers

_elescarn

Recensito il 23/06/2023

“Per Foucault, bisogna interpretare tutte le istituzioni e le pratiche sociali in base alle relazioni di potere che le costituiscono, per cui anche quelle che vengono considerate libertà conquistate a fatica, come la liberazione sessuale o l'emancipazione della donna, possono non essere una vera liberazione, bensì una nuova espressione della sorveglianza e del controllo della vita della specie da parte della società”. (pag. 43) 

“Fu soltanto all'indomani della Seconda che gli americani, gli europei e, dato fondamentale, i giapponesi furono colti dalla repulsione nei confronti della violenza e della crudeltà, dal desiderio irrefrenabile di un mondo di innocenza, dolcezza e collaborazione, in cui le sofferenze più atroci sarebbero state abolite e l'aggressività umana, infine, disarmata.” (pag. 49)

“Una critica rivolta di frequente al Cute è che si tratta di una sensibilità narcisista che impone qualità umane a oggetti non umani e pertanto antropomorfizza il mondo senza pensarci troppo. Nulla di ciò che tocca la natura, un animale, un frutto può mantenere la sua alterità. Anzi, si tratta di una forza imperialista che riporta ogni cosa nella sfera d'influenza umana, costringendo gli oggetti non umani a adattarsi al modello umano e a conformarsi alle esigenze degli esseri umani.” (pag. 89)

“Solitamente si pensa che l'interesse nei confronti del Cute sia infantile o infantilizzante: anzi, questo è proprio uno dei motivi per cui viene tanto criticato. I giudizi del genere danno per scontato che l'estetica del Cute riguardi l'attrazione nei confronti dell'innocenza o dell'impotenza infantili, motivata non solo dall'istinto di protezione ma anche, di volta in volta, dal desiderio di regredire all'infanzia, di fuggire dagli obblighi e dalla complessità della vita adulta e di sentirsi al sicuro e in pieno controllo.” (pag. 107)

“Il Cute affascina perché - quando non è puramente tenero - esprime in modo giocoso l'indeterminatezza che secondo l'epoca in cui viviamo caratterizza tutta l'esistenza. Così facendo si sottrae ad antiche dicotomie, come quelle tra bene e male, maschile e femminile, adulto e bambino, umano e non umano.” (pag. 131)

“Ma in realtà raramente possiamo essere sicuri di cosa motiva i nostri desideri e bisogni, o che quello che pensiamo di provare sia davvero quello che proviamo; o che quello che diciamo e facciamo rispecchi in modo accurato quello che proviamo; o che i nostri sentimenti, le nostre parole e le nostre azioni esprimano il nostro sé autentico, se esiste una cosa del genere. Un esempio ovvio di tutto questo è l'amore.” (pag. 133)