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Benedette zie (0)

Bulbul Sharma

Genere: Commedia, Letteratura

Editore: Marcos y Marcos

Anno: 2002

Lingua: Italiano

Rilegatura: Non inserito

Pagine: 205 Pagine

Isbn 10: 8871683471

Isbn 13: 9788871683478

Trama

Storie che si svolgono soprattutto in viaggio, attraverso paesaggi sempre mutevoli, in un'India vividamente rappresentata nel suo brulichio incessante e frenetico. In treno, in autobus, in aereo, con il carretto trainato dai buoi, con la barca a remi lungo il canale: un popolo variopinto costantemente in movimento. Sballottate, insonni, stropicciate, allettate da nuovi odori e nuovi cibi, immerse in sensazioni forti e impreviste. Stanche, curiose, rese più sensibili e aperte dalle novità  degli incontri, dei luoghi. Partono per mille motivi: seguire il marito nominato funzionario britannico a Simla, per vedere un ultima volta il figlio che ha fatto fortuna a Londra ma ha troppa paura di volare per tornare a casa, per il bisogno impellente di un pellegrinaggio. Vitali, spassose, acide, brontolone, idealiste. Vecchissime, giovanissime, bambine. Ancora una volta sono soprattutto le donne a popolare i racconti di Bulbul Sharma. E a divertirci con la loro allegria tenera, delicata e contagiosa.


"Il giorno in cui Mayadevi compì sessantotto, settanta o settantacinque anni (la sua data di nascita era un evento mutevole legato al suo umore) decise di partire per Londra. L'annuncio sbalordì tutta la famiglia, ma nessuno osò dirlo chiaramente perché l'anziana donna aveva instaurato un tranquillo regno del terrore nella casa a tre piani. Ogni volta che prendeva una decisione i suoi tre figli e le rispettive mogli acconsentivano prontamente, avendo amaramente imparato, con gli anni, che nessuno poteva discutere i capricci della vecchia signora. Pur non avendo bisogno di dare spiegazioni alla docile e sottomessa famiglia, Mayadevi convocò i figli e volle motivare la sua scelta di intraprendere un viaggio tanto insolito alla sua età . "Voglio vedere Amit prima di morire". Il figlio maggiore era andato a studiare in Inghilterra a diciotto anni e non era più tornato in India. Il quindici di ogni mese scriveva alla madre e, oltre a parecchi regali costosi e inutili, le mandava regolarmente dei soldi, ma non tornava a casa a trovarla, perché aveva una paura folle di volare."

"La mezzanotte era passata da un pezzo quando il treno finalmente lasciò la stazione di Delhi, ma Meera era così sveglia e aveva gli occhi talmente vivaci che la giornata le sembrava appena iniziata. Non si sentiva per niente stanca, nonostante avesse aspettato per sei ore in stazione con le sue tre zie, ascoltando continui annunci sul treno in ritardo. Ogni volta che l'altoparlante blaterava sopra le loro teste, le zie di Meera gli rendevano pan per focaccia con imprecazioni taglienti, come se si trattasse di un nemico che le attaccava a livello personale, scegliendo loro in un vasto mare di persone. Ascoltavano con attenzione, allungando il collo verso l'altoparlante e non appena l'annuncio finiva ribattevano immediatamente. "Stupido somaro senza cervello. Quest'imbecille non sa far altro che gracchiare 'Il treno è in ritardo' come una rana. Non lo vediamo da noi che il treno non è qui?"

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