79189 libri

Presagio triste (5)

di Banana Yoshimoto

Editore: Feltrinelli

Finito il 27/02/2018

Banana Yoshimoto mi ha già piacevolmente sorpresa con "Kitchen" e "Tsugumi", ma devo ammettere che "Presagio triste" ha saputo commuovermi più dei precedenti. Non solo è scritto con quella leggera maestria tipica dell'autrice, ma i personaggi vengono descritti attraverso pennellate sentimentali delle loro emozioni. Ogni rapporto umano è connotato da caratteri particolari, mai scontati seppur naturali e realistici, e risulta facile al lettore affezionarsi ad ognuno di loro. Il lettore nutre assieme a Yayoi un presagio triste, che accompagna la lettura fino allo svelamento definitivo - non finale ed è proprio questo il bello, perché il volume non si esaurisce con la scoperta della natura di questo presagio. Si tratta di una storia di formazione che coinvolge entrambi a livelli diversi, che sicuramente lascia una traccia positiva in chi assapora ogni pagina. Assolutamente consigliato.

Fosca (5)

di Iginio Ugo Tarchetti

Editore: Mondadori

Finito il 21/02/2018

Un classico non molto conosciuto, che ho avuto modo di rileggere di recente per merito di un esame universitario. Purtroppo la Scapigliatura è un fenomeno letterario noto non a tutti e dai più giudicato come la copiatura del Maledettismo francese. "Fosca" racconta ciò che fino alla metà del 1800 si era cercato di evitare nella letteratura: un amore malato, che sfocia in una follia patologica, al centro del quale spicca una verità tanto sorprendente, quanto scioccante - il fatto che solo una donna isterica, in preda a quelle che oggi chiameremmo delle crisi epilettiche, sappia nutrire un amore sincero nei confronti di un uomo che cerca costantemente di rifuggirla, pur trovandosi costretto a ricambiare attraverso un affetto forzato. Lo stile è scorrevole e capace di sviscerare la psicologia dell'animo umano, analizzandone senza troppo pudore anche le sfumature malate. Offre numerosi spunti di riflessione non solo sulle passioni amorose e sulle psicopatologie, ma anche sui costumi delle donne dell'epoca (che continuo a trovare attuali), sul rapporto che intercorre tra superiori e sottoposti, nonché sull'importanza della comunicazione sincera tra persone.

La settima notte (3)

di Alina Reyes

Editore: Guanda

Finito il 01/02/2018

Premetto di non essere un'amante del genere erotico, di conseguenza il mio giudizio non sarà completamente imparziale. A mio avviso si tratta di una lettura breve ed intensa, che sa come sorprendere il lettore sin dalle prime righe: ben poco, infatti, si conosce dei due protagonisti, amanti furtivi che si incontrano notte dopo notte nella stanza di un hotel. Il crescendo emotivo e passionale emerge chiaramente dallo stile, che si fa via via sempre più spinto e "volgare". Se nella prima notte emerge un trasporto passionale perlopiù dettato dal cuore, nell'ultima il corpo predomina qualunque altro genere di componente, diventando quella totalizzante. Le fantasie erotiche della protagonista, dapprima imbrigliate in una serie di impedimenti che la controparte pone durante i loro incontri (una serie di "non fare" che, a poco a poco, diventa sempre meno restrittiva), emergono a gran voce con lo scorrere delle righe, fino a dominare l'intero andamento della storia. Difatti, se nelle prime pagine si leggono anche descrizioni legate alla sfera fisico-materiale, in ultimo ci si concentra solamente sul piacere, sulle fantasie, su immaginazioni che sconfinano nella realtà fino a distorcerla. Si tratta di un buon gioco retorico, che mi ha piacevolmente impressionata. Purtroppo non so apprezzare un linguaggio così crudo ed esplicito, che sa benissimo come scuotere gli animi e "accenderli".

20 libri in libreria

-