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Istruzioni per diventare fascisti (3)

di Michela Murgia

Editore: Einaudi

Finito il 08/07/2019

Michela Murgia ha letto Umberto Eco? ????

Leggendo Istruzioni per diventare fascisti subito dopo Il fascismo eterno di Eco è un po’ difficile non porsi questa domanda. La voce narrante fascista del testo riprende, consapevolmente o meno, alcuni dei punti del decalogo di Eco ed è interessante vedere quelle nozioni un po’ astratte venire applicate ad un discorso che ha a che fare con la nostra attualità.

Insomma, su due piedi mi verrebbe da dire che leggere Murgia dopo Eco sia l’accoppiata vincente per una ottima comprensione dei due testi.

✏️ Vi faccio un esempio: “Il fascista fin dagli esordi deve parlare come mangia […] e chiamare giorno per giorno le cose col loro nome.” “Usando poche parole d’ordine e slogan semplici, magari trasformabili in hashtag” “La complessità non si deve semplificare, si deve banalizzare.” (Istruzioni per diventare fascisti).

“14. L’Ur-Fascismo parla la “neolingua” […] Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico. Ma dobbiamo essere pronti a identificare altre forme di neolingua, anche quando prendono la forma innocente di un popolare talk-show.” (Il Fascismo eterno)

o di un hashtag, di uno slogan, di un innocente e breve video su Facebook.

Quindi che dire, vi consiglio fortemente la lettura di ambedue i testi, l’uno propedeutico all’altro.

Circe (7)

di Madeline Miller

Editore: Sonzogno

Finito il 07/07/2019

Friday Black (1)

di Nana Kwame Adjei-Brenyah

Editore: SUR

Finito il 04/07/2019

Buon 4 luglio ai nonmeravigliosi USA! // Grazie George Saunders di aver così ben indirizzato i tuoi studenti!

Nana Kwame Adjei-Brenyah ha infatti studiato all’Università di Syracuse, dove ha incontrato Saunders. Bastano poche parole da parte mia per far capire a qualcuno che non amo la letteratura americana, proprio no, ma quando lessi Saunders pensai “eccola qui, l’eccezione!”. Lui non aveva nulla a che vedere con il Grande Sogno Americano.

⠀⠀ Nana Kwame racconta un’America degenerata e hopeless e lo fa utilizzando personaggi di colore calati in contesti lavorativi abominevoli (e bianchi) o in situazioni sociali degenerate (e bianche).
Sposta l’asticella temporale un po’ più in là, così che appaia come un futuro prossimo che però somiglia davvero tanto al momento attuale. A dimostrarlo il primo racconto, I 5 della Finkelstein, che più che un racconto mi è parso un fatto di cronaca. Difficilmente leggo di esordienti così potenti e capaci, e Friday Black si fa divorare mentre ti divora dentro il dubbio che non sia poi così “distopico” “fantastico” o “futuristico” quello che stai leggendo.

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