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Echi in tempesta (L'Attraversaspecchi, #4) (50)

Vol. 4

Christelle Dabos

Genere: Fantasy,

Editore: E/O

Anno: 2020

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 576 Pagine

Isbn 10: 8833572234

Isbn 13: 9788833572239

Trama

Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non ufficialmente: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn scoprono che i crolli sono collegati agli echi, che sempre più spesso alterano le comunicazioni radio. Ma come sono fatti gli echi? È ciò che viene studiato all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica dedita ad aiutare i cittadini colpiti da infermità mentale, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno Ofelia e Thorn, lì capiranno tutto quello che c’è da capire e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

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Le recensioni degli AccioBookers

Utente eliminato

3,5/5 ⭐ Ho talmente tante cose da dire che non so da dove cominciare. Sono davvero tanto delusa e insoddisfatta, avrei dovuto dare un voto ancora più basso, ma so bene di non essere obiettiva quando parlo di Ofelia. Da un certo punto del libro in poi le atmosfere fiabesche che già avevano risentito in "La memoria di Babel" si perdono completamente, trasformandosi in una trama con elementi fantascientifici estremamente confusionari che lasciano dietro tantissime domande più che delle vere e proprie risposte. Le risposte non date sono il vero problema di tutto il libro. Praticamente tutti i personaggi del Polo vengono abbandonati a loro stessi: Berenilde viene intravista in alcune scene, Vittoria ha tre capitoli (contati) dedicati al suo punto di vista ma che non concludono assolutamente il suo arco narrativo, Archibald viene eclissato in poche righe sul finale. La cosa che mi ha lasciata ancora più stupita è che anche per il personaggio di Thorn viene lasciato uno spazio nullo: ho trovato il suo personaggio denaturato rispetto a tutto il resto della saga, (il cambiamento ci stava sicuramente ma non così brusco) e il finale che lo riguarda... terribile. La conclusione al grande mistero che lega un po' tutta la saga l'ho trovato sicuramente originale, ma troppo macchinoso e confusionario, non mi ha fatto impazzire anche se il plot-twist finale mi ha lasciata stupita. Devo ancora elaborare un pensiero preciso su questo, ma la sensazione che mi ha lasciato non è del tutto positiva. L'unico tasto completamente positivo di questo volume è sicuramente la presenza di Seconda: un bel personaggio, l'unico che mantiene le caratteristiche stravaganti che la Dabos ha ricreato negli altri libri, con una bellissima storia personale e una dolcezza a tratti davvero commovente. Non è stato il degno capitolo finale di una saga che per anni ho seguito con ansia e passione. Mettendolo giù più che il solito senso di vuoto da "fine del viaggio", ho provato (e sto provando) rabbia. So comunque che la saga dell'Attraversaspecchi rimarrà una delle mie saghe del cuore, e spero che, in futuro, la Dabos scriva altro che mantenga le atmosfere di fidanzati dell'inverno, magari ambientato nelle altre arche che non abbiamo potuto esplorare in questi volumi.

Siria

ultimo e avvincente capitolo di una saga che ho amato e vissuto parola dopo parola. la storia è volta al termine con la scoperta della verità dietro ogni cosa; con un finale inaspettato e tante lacrime versate.

Marigo97

Sinceramente mi sono approcciata a quest'ultimo capitolo con un po' d'ansia, perché mi era stato criticato pesantemente, mi era stato detto che l'autrice non avrebbe dato le risposte che il lettore a questo punto giustamente esigeva. Bene, io questa mancanza di risposte non l'ho riscontrata. Echi in tempesta non è un libro perfetto, ci sono (pochi) dettagli che non ho amato (uno non spoiler: gli accenni al Cristianesimo. Finché si tratta di richiami un po' impliciti mi sta anche bene, ma nel momento in cui un personaggio si fa il segno della croce mi sorgono un po' di domande), ma nel complesso fa il suo lavoro e chiude la Saga. Il finale è probabilmente l'unico giusto, per quanto non condivida del tutto l'ultima pagina. Certe cose avrebbero potuto essere gestite meglio? Probabilmente sì. Questo libro ha saputo catturarmi con i suoi personaggi e spingermi ad andare avanti per scoprire come sarebbe finita? Sì, decisamente sì. L'Attraversaspecchi (e qui mi riferisco alla saga nel suo complesso) con tutti i suoi difetti mi ha fatto riscoprire il piacere di perdermi nelle pagine di un libro, mi ha fatta innamorare dei suoi personaggi nonostante qualche esitazione iniziale, mi ha emozionata e fatta sperare che per loro non finisse male. Le caratterizzazioni mi hanno convinta; ho avuto l'impressione a tratti che sulla goffezza di Ofelia l'autrice avesse costruito un mondo. I personaggi secondari sono stati perlopiù sacrificati negli ultimi due capitoli, è vero, ma per quanto avrei amato vedere e scoprire di più di Archibald, non credo che sarebbe stato effettivamente utile. Per concludere: considero l'Attraversaspecchi un'ottima saga fantasy, con un worldbuilding stupendo e delle tematiche interessanti, ed Echi in tempesta un suo valido finale.